16 ottobre 1943

Chi, chi può dire di aver passato le stesse cose che ho passato io?
Chi può dire di avere visto cose altrettanto tremende?
C’eravate forse voi, quel giorno, a Roma, mentre raccoglievamo l’oro per riscattare la nostra vita? Correndo per le strade del Ghetto e di tutta la città, chiedendo alla gente di darci qualcosa, di salvarci. Avete mai provato l’angoscia che attanagliava i nostri cuori allora, il terrore di non farcela?… Ah, ricordo quanto correvamo, noi, umili sarti, per andare a comprare l’oro con i soldi che forse non sarebbero bastati… E il sollievo quando raggiungemmo la cifra che valeva la nostra vita, la cifra che, pensavamo, ci avrebbe salvato.
Ah, quanta infantile ingenuità in quella corsa, quante speranze..
C’eravate forse voi, quella notte, nel ghetto di Roma? Quando le donne gettavano i bimbi in fasce ai passanti, perfetti sconosciuti, chiedendo loro di salvarli? Conoscete la disperazione? Quando venite strappati dal vostro letto, insieme a vostra madre e alle vostre sorelle, da un uomo in divisa che vi considera solo animali? Siete mai fuggiti per le strette stradine del ghetto, sperando, pregando, che le ombre della notte vi celino, che dietro al prossimo angolo non ci sia uno di loro? E quando sentite quella voce, quell’ordine, e vi si gela il sangue nelle vene? E non riuscite più a correre o a pensare, e venite raggiunti.
Li conoscete i “campi di lavoro”?
Avete mai dovuto obbedire ad ordini in una lingua che non conoscevate, sapendo che un sole errore vi sarebbe costato la vita? Avete mai visto centinaia di persone, rinchiuse come bestiame, aspettando solo di divenire abbastanza numerosi da venire caricati su un treno, un treno che li condurrà ad un orrore ancora peggiore?
C’eravate, su uno di quei treni? Stivati peggio che animali, al freddo, senza cibo, avvicinandosi l’uno all’altro per non gelare, e i corpi dei morti in un mucchio poco distante?
Siete mai stati divisi come bestie, quelli che potevano lavorare da un lato, i vecchi, i bambini e gli storpi dall’altro? Avete visto morire vostro fratello, con la sola colpa d’essere troppo giovane?
Avete mai dovuto camminare in mezzo alla neve, con ai piedi solo degli zoccoli di legno? Avete mai provato la fame, la vera fame? Quando si doveva vivere con una sottile fetta di pane ogni giorno, quando si uccideva per quel poco pane?

Chi, chi può dire di aver passato le stesse cose che ho passato io?Chi può dire di avere visto cose altrettanto tremende?C’eravate forse voi, quel giorno, a Roma, mentre raccoglievamo l’oro per riscattare la nostra vita? Correndo per le strade del Ghetto e di tutta la città, chiedendo alla gente di darci qualcosa, di salvarci. Avete mai provato l’angoscia che attanagliava i nostri cuori allora, il terrore di non farcela?… Ah, ricordo quanto correvamo, noi, umili sarti, per andare a comprare l’oro con i soldi che forse non sarebbero bastati… E il sollievo quando raggiungemmo la cifra che valeva la nostra vita, la cifra che, pensavamo, ci avrebbe salvato.Ah, quanta infantile ingenuità in quella corsa, quante speranze..C’eravate forse voi, quella notte, nel ghetto di Roma? Quando le donne gettavano i bimbi in fasce ai passanti, perfetti sconosciuti, chiedendo loro di salvarli? Conoscete la disperazione? Quando venite strappati dal vostro letto, insieme a vostra madre e alle vostre sorelle, da un uomo in divisa che vi considera solo animali? Siete mai fuggiti per le strette stradine del ghetto, sperando, pregando, che le ombre della notte vi celino, che dietro al prossimo angolo non ci sia uno di loro? E quando sentite quella voce, quell’ordine, e vi si gela il sangue nelle vene? E non riuscite più a correre o a pensare, e venite raggiunti.Li conoscete i “campi di lavoro”?Avete mai dovuto obbedire ad ordini in una lingua che non conoscevate, sapendo che un sole errore vi sarebbe costato la vita? Avete mai visto centinaia di persone, rinchiuse come bestiame, aspettando solo di divenire abbastanza numerosi da venire caricati su un treno, un treno che li condurrà ad un orrore ancora peggiore?C’eravate, su uno di quei treni? Stivati peggio che animali, al freddo, senza cibo, avvicinandosi l’uno all’altro per non gelare, e i corpi dei morti in un mucchio poco distante?Siete mai stati divisi come bestie, quelli che potevano lavorare da un lato, i vecchi, i bambini e gli storpi dall’altro? Avete visto morire vostro fratello, con la sola colpa d’essere troppo giovane?Avete mai dovuto camminare in mezzo alla neve, con ai piedi solo degli zoccoli di legno? Avete mai provato la fame, la vera fame? Quando si doveva vivere con una sottile fetta di pane ogni giorno, quando si uccideva per quel poco pane?

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1 commento »

  1. kreaton said,

    Questo è in assoluto il mio primo lavoro “serio”, ovvero non considerando cose scritte alle elementari. L’ho scritto d’istinto e stavo per cancellarlo (all’epoca mi vergognavo molto di qualsiasi cosa scrivessi), quando per qualche motivo l’ho fatto leggere a mio padre, senza dirgli che era mio. E’ stata la sua reazione a spingermi a tenerlo e a continuare a scrivere…


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